Un’analisi critica e documentata del rapporto tra politica internazionale e informazione italiana, che sostiene come il filo-americanismo abbia prodotto una forma di corruzione sistemica del racconto mediatico su Nato, Ucraina, Russia e Medio Oriente. Attraverso esempi concreti, casi televisivi, dinamiche di carriera e documenti storici, il libro mostra come il dissenso venga marginalizzato, le responsabilità occidentali attenuate e le narrazioni ufficiali protette, invitando il lettore ad adottare il “metodo del sospetto” per distinguere informazione, propaganda e potere.
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