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Il cacciatore di libri

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Il cacciatore di libri
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  • Il cacciatore di libri

    Giovanni Montanaro e Antiniska Pozzi

    21/03/2026
    "Il fuoco di Venezia" di Giovanni Montanaro e "Tanto domani muori" di Antiniska Pozzi
    "Il fuoco di Venezia" di Giovanni Montanaro (Feltrinelli) racconta oltre cinquant'anni d'amore fra una donna e un uomo, accomunati dalla stessa passione: fabbricare vetro. Siamo nella laguna veneziana, a Murano, patria del vetro soffiato, alla fine degli anni Sessanta. Elena gestisce la Fornace dell'Est ed è l'unica donna in questo ruolo, perché nella produzione del vetro per secoli alle donne era stata concessa solo la produzione di perle. Elena ha ereditato dal padre la fornace, ama profondamente il suo lavoro, è una donna tenace e nello stesso tempo creativa. Si presenta un giorno Tiziano, dieci anni più giovane di lei, che vuole diventare mastro vetraio. Fra mille difficoltà (Elena fra l'altro è sposata e all'epoca aveva un figlio) e in modo assolutamente altalenante, i due portano avanti questa relazione fatta di amore reciproco, ma soprattutto di passione professionale. Per entrambi la Fornace dell'Est è un luogo dell'anima ed un posto dove entrambi si sentono realizzati al cento per cento come persone e come professionisti. L'incontro fra queste due persone diverse per provenienza (lei è borghese e frequenta l'alta società veneziana, lui è del sestiere popolare di Castello, con il papà che si ammala di tumore per aver lavorato in fabbrica a Marghera) è decisivo per le loro vite. Tutto è raccontato da una voce narrante, la cui identità si scopre solo verso la fine del romanzo.
    Nella seconda parte parliamo di "Tanto domani muori" di Antiniska Pozzi (Harper Collins). La storia di una famiglia proletaria che parte a metà degli anni Ottanta a Milano, ma che spesso va indietro nel tempo per far luce sull'infanzia e sul contesto dal quale provengono i genitori, Adriana e Nino. Adriana non ha studiato, ma ha sempre aspirato a una vita borghese, non riesce a prendersi cura dei tre figli, ha diversi esaurimenti nervosi, è spesso violenta con i figli. Nino è un operaio, in nero, presso un garage che lui preferisce definire officina. Ma al centro di questa storia c'è soprattutto Anna, che nel 1985 ha sei anni. A scuola viene presa in giro, la maestra le ripete "Non sei abbastanza". Parla poco, perché sa che il lessico famigliare è una lingua "sporca", non corretta. Attraverso la vita di Anna, si racconta la storia di una famiglia, ma anche di un'epoca e di uno scontro di classe.
  • Il cacciatore di libri

    Ayşegül Savaş e Fabio Bacà

    14/03/2026
    "Gli antropologi" di Ayşegül Savas e "L'era dell'acquario" di Fabio Bacà
    È stato definito miglior libro dell'anno dal New Yorker, prestigiosa rivista culturale americana. Si intitola "Gli Antropologi" (Gramma Feltrinelli - traduz. Gioia Guerzoni) di Ayşegül Savaş, scrittrice turca cosmopolita, racconta la storia di una coppia di trentenni expat, Asya e Manu. Vivono da anni in una città mai nominata esplicitamente, arrivano da due paesi diversi e parlano la lingua del paese dove hanno studiato e scelto di vivere. Sono sempre sospesi fra il desiderio di appartenere a quella città d'adozione e il senso di colpa per aver abbandonato le proprie origini. La paura di apparire estranei alle proprie famiglie, ma anche stranieri nella città. In questo romanzo dalle atmosfere rarefatte e dalla scrittura asciutta, si narra dunque la vita di Asya e Manu, che dopo l'entusiasmo per il nuovo ambiente cercano un po' di stabilità e decidono di comprare casa, in un tentativo forse di affermare un'appartenenza a quella città che loro vogliono sentire a tutti i costi familiare.
    Una quasi quarantenne che vende video-hard su OnlyFans, un diciassettenne costretto sulla sedia a rotelle da una malattia degenerativa, il mistero di una coppia travolta da una valanga nel 1980 (lei è morta ed è stata trovata nuda sotto la neve, lui invece è miracolosamente sopravvissuto). Una serie di riflessioni sull'esistenza di Dio, sul suicidio, ma anche sui social network. Tutti questi, e non solo, sono gli ingredienti di "L'era dell'Acquario" (Adelphi) scritto da Fabio Bacà, autore di "Benevolenza cosmica" e "Nova". Un romanzo denso e articolato, con una scrittura, come sempre accade nel caso di Bacà, ritmata e vorticosa, con uno sguardo spesso ironico, se non sarcastico, e personaggi pieni di sfaccettature. Tutta la prima parte è su Chloe, pseudonimo che una donna adotta su OnlyFans: fa la sex influencer, ma crede che presto dovrà interrompere questa attività. Per fare cosa? Non ne ha assolutamente idea. Lei è sempre in fuga da sè stessa e dal suo passato traumatico, con il quale non vuole fare i conti. Poi il lettore si trova a seguire le vicende di Samuel, un adolescente con disabilità che ha pensieri suicidi per un amore non ricambiato. I due sono destinati a incontrarsi e solo alla fine del romanzo si coglierà il senso del prologo, ossia il ritrovamento della coppia sotto la valanga.
  • Il cacciatore di libri

    Pietro Grasso

    07/03/2026
    "U Maxi" di Pietro Grasso (Feltrinelli)
    Il maxiprocesso a Cosa Nostra è stato il processo penale più grande che sia mai stato celebrato: oltre 400 imputati, 21 mesi di dibattimento (dal 10 febbraio dell'86 al novembre dell'87), 35 giorni di camera di consiglio, sempre nell'aula bunker di Palermo che era stata costruita appositamente. In quei 35 giorni il presidente della Corte d'Assise, Alfonso Giordano, il giudice a latere Pietro Grasso e sei giudici popolari decisero la sentenza: ci furono 19 ergastoli, 2.665 anni di reclusione, 114 assoluzioni. Un processo al quale si arrivò grazie al lavoro investigativo del pool antimafia che era stato creato da Antonino Caponnetto, sulla scia del lavoro fatto da Rocco Chinnici, ucciso dalla mafia nell'83. Facevano parte di quel pool Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello. Nel maxiprocesso furono sicuramente importanti le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia come Tommaso Buscetta e Salvatore Contorno, ma soprattutto fu fondamentale il lavoro investigativo precedente, il cosiddetto "metodo Falcone", cioè partire dai fatti, verificare i riscontri, trovare una rete di prove inattaccabile. Il maxiprocesso ha svelato la struttura di Cosa Nostra, ma è anche stato una svolta di civiltà perché ha dimostrato che lo Stato poteva colpire duramente la mafia. Tutto questo è raccontato nel libro "'U Maxi" (Feltrinelli) scritto da uno dei protagonisti, Pietro Grasso, che è stato anche presidente del Senato, ha ricoperto diverse funzioni nell'ambito della magistratura, ma che in quel caso era il giudice a latere, aveva cioè il compito di verificare tutti i riscontri delle indagini fatte dal pool antimafia. Un libro che racconta fasi salienti e retroscena del maxiprocesso.
  • Il cacciatore di libri

    Dario Ferrari e Irene Salvatori

    28/02/2026
    "L'idiota di famiglia" di Dario Ferrari e "Non ancora 101" di Irene Salvatori
    Ricordate "La ricreazione è finita", romanzo di successo del 2023? Ora lo scrittore Dario Ferrari è tornato in libreria con "L'idiota di famiglia" (Sellerio). Un romanzo in cui si trovano anche alcuni temi del precedente, come lo sguardo disilluso sulle carriere universitarie, lo stile ironico e tagliente, ma anche la struttura con una storia principale che fa da contenitore a una narrazione di fatti che si ispirano a vicende storiche. L'io narrante è Igor, un traduttore quarantenne quasi costretto a lavorare su libri estremamente commerciali che lui disprezza. È in crisi con la compagna Marta, che avrebbe dovuto avere un incarico da ricercatrice universitaria ma è costretta a cambiare vita, arrivando a pubblicare un libro di successo. Igor lascia Roma e torna a Viareggio perché il padre, un noto professore di storia e filosofia in pensione, è affetto da demenza senile. Igor si sente stretto fra il desiderio atavico di essere apprezzato dal padre, la consapevolezza di essere un po' invidioso del successo della fidanzata, la tensione con la sorella Ester ottimista al limite della superficialità, mentre lui tende al pessimismo e "si cruccia di problemi irrilevanti". Fra le carte del padre, Igor trova la narrazione di un episodio realmente accaduto a Viareggio nel 1920, ossia la creazione per tre giorni di una Repubblica di stampo bolscevico.
    Nella seconda parte parliamo di "Non ancora 101" di Irene Salvatori (Marcos y Marcos). La protagonista è una cinquantenne italiana che vive a Berlino in una casetta nel bosco con tre figli e una serie di cani, ma forse dovremmo definirla co-protagonista visto che la scena è spesso presa dai diversi cani, ognuno con il proprio carattere e un linguaggio particolare. La donna racconta che da bambina era appassionata del film animato "La carica dei 101" sperando di poter realizzare prima o poi lo stesso sogno di una casa piena di cani. Da adulta la narratrice racconta con un linguaggio piuttosto vorticoso, un mix di ironia e di dolcezza, la sua vita quotidiana con i figli, ma soprattutto con tanti cani: Rosa, bellissima e migliore amica, Gabor, lamentoso e populista, Aviv che sembra un peluche e tanti altri.
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    Piergiorgio Pulixi e Chiara Moscardelli

    21/02/2026
    "Il nido del corvo" di Piergiorgio Pulixi e "Comprensorio Rossolago" di Chiara Moscardelli
    Piergiorgio Pulixi è una delle voci più interessanti del noir in Italia, capace di spaziare fra thriller inquietanti, come "L'isola delle anime", premio Scerbanenco 2019, e cozy crime, ossia gialli confortevoli e leggeri come "La libreria dei gatti neri", primo volume con protagonista il libraio Marzio Montecristo. Ora Piergiorgio Pulixi è in libreria con "Il nido del corvo" (Feltrinelli) che tiene a battesimo una nuova coppia di investigatori, Daniel Crobu, chiamato da tutti Corvo, e Viola Zardi. Si tratta di due ispettori della questura di Oristano molto diversi uno dall'altro dal punto di vista caratteriale. Daniel, 42 anni, è piuttosto metodico, posato, ha una moglie e due figlie alle quali è molto legato, così come è legato alla famiglia che lo aveva adottato quando aveva 14 anni. Viola, 45 anni, è invece una donna sfuggente, inquieta, che ama il gioco d'azzardo e frequenta un ragazzo molto più giovane di lei. Daniel e Viola devono indagare sul ritrovamento di una mano femminile e si trovano così a dare la caccia a un killer che è ossessionato dalle mani delle donne: quelle con una manicure impeccabile vengono mozzate e diventano quasi dei trofei.
    Nella seconda parte parliamo di un altro giallo, ma con tinte ironiche: "Comprensorio Rossolago" (Einaudi) di Chiara Moscardelli, che fin dal suo esordio con "Volevo essere una gatta morta", ha fatto dell'ironia la sua cifra narrativa distintiva. Torna Olga Bellomo, tatuatrice di talento, dal carattere ombroso, comparsa per la prima volta nel romanzo "La ragazza che cancellava i ricordi". Ha scelto di vivere in un piccolo paesino sul lago Maggiore, vicino Verbania, aveva perso la madre ed era stata cresciuta da un padre ricomparso improvvisamente nella sua vita, che l'aveva sottoposta a un vero e proprio rigido addestramento di tipo militare, con l'osservanza di alcune regole ferree: non fidarsi di nessuno, non costruire legami, non mostrarsi mai fragile. In questo romanzo Olga cerca di indagare sull'omicidio di una ragazza, il cui cadavere viene ritrovato nel cassonetto dei rifiuti. Nessuno sa chi sia, ma ha sul corpo uno strano tatuaggio giapponese che indica vendetta.

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Sobre Il cacciatore di libri

Un’inviata virtuale in libreria per scoprire le ultime novità del mercato editoriale. In ogni puntata due interviste dal vivo a scrittrici e scrittori, italiani e stranieri, per parlare dei romanzi: dai personaggi ai temi, dalle trame ai retroscena della scrittura. Con uno stile informale Alessandra Tedesco racconta i romanzi e talvolta anche gli aspetti inediti degli autori. Un modo per orientarsi nella vasta produzione editoriale e scegliere il libro adatto a sé.
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