Béla Tarr è stato uno dei massimi autori del cinema contemporaneo, capace di ridefinire il linguaggio cinematografico attraverso opere radicali amatissime dai cinefili di tutto il mondo.
Nato a Pécs nel 1955, ha esordito con film realistici e sociali, per poi approdare a uno stile unico contraddistinto da lunghissimi piani sequenza, uso espressivo del bianco e nero e un ritmo dilatato capace di dare al tempo una connotazione unica. Negli anni ha sviluppato un cinema contemplativo e metafisico, spesso in collaborazione con lo scrittore László Krasznahorkai, vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 2025.
La Cappella Underground in collaborazione con il Trieste Film Festival presenta al Cinema Ariston una selezione di capolavori del regista, distribuiti da Movies Inspired. Perdizione, melodramma noir sullo sfondo del crollo comunista; Le armonie di Werckmeister, parabola allegorica sulla cecità delle masse; Sátántangó, monumentale riflessione di sette ore e mezzo sul fallimento di una comunità e Il cavallo di Torino, parabola estrema sulla miseria dell’esistenza e sull’apocalisse, ispirata a Friedrich Nietzsche.