
Non è ChatGPT - S4E9
15/6/2025 | 21min
Cosa accadrebbe se Dante incontrasse ChatGPT? «Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui, e com’è duro calle lo scendere e ’l salir per l’altrui scale».Voce fuori scena: «A chi lo dici!».«Chi fu?».Qualche secondo di attesa. Un quadratino lampeggia: «Io mi chiamo ChatGPT, sono unsistema che processa un linguaggio naturale. E tu?».«Io? (colpetto di tosse per rischiarare la voce). Mi chiamo Dante Alighieri e ho attraversatol’Inferno».«Dante Alighieri? Ah sì, mi hanno dato da leggere i tuoi libri. Sai, io ho letto tutto, da Omero a Fedez. Posso riscriverti. Vuoi un nuovo capitolo della tua Commedia? Una nuova bolgia? Altri peccati capitali? Un diavolaccio?»...Tutti abbiamo giocato in questi ultimi due anni e mezzo con l'AI generativa. Ma cosa c'è oltre a ChatGPT e i sistemi simili che generano testi? Cosa sta cambiando, per esempio, nelle industrie? E quali sono i possibili effetti sul nostro modo di pensare, riflettere e innovare? Si chiama effetto AIcebo e funziona in maniera simile a come l'effetto Placebo riesce a innescare delle risposte immunitarie nel nostro corpo. Solo che questa volta, di mezzo, c'è il nostro cervello. Di Massimo Sideri. Geni Invisibili è una serie del Corriere della Sera. Premium partner: Leonardo. Partner scientifico: Consiglio Nazionale delle Ricerche.Produttore esecutivo: Alessio Albano.

La scienza degli Stradivari - S4E8
01/6/2025 | 22min
Quali sono i segreti degli Stradivari che il più famoso dei liutai, ultranovantenne, portò con sé nella tomba? Perché i suoi violini come il famoso Cremonese - ancora oggi gioiello del Museo dei violini di Cremona - sono considerati al pari, come racconta il maestro e compositore Alessandro Quarta che lo ha suonato, dei Caravaggio nella pittura? Esiste una qualche scienza dietro alla loro arte? Forse sì: ce n'è traccia in un quadro di Bella della Fondazione Querini Stampalia di Venezia. In quella tela si può assistere a una scena che pare fantasiosa: i veneziani che pattinano sul ghiaccio del Canal grande. Sappiamo che è accaduto sul serio durante il minimo di Maunder della piccola era glaciale che colpì l'Europa proprio negli anni della liuteria cremonese. La ridotta attività del Sole potrebbe aver influenzato i legni usati per i violini dell'epoca? Esploriamo questa teoria senza dimenticare, insieme al direttore artistico del Museo dei violini di Cremona, Roberto Codazzi, che a un certo punto la scienza deve lasciare spazio all'arte e alle emozioni. Alcune musiche sono tratte dall'episodio di Geni Invisibili "Il pianoforte e il volino" (prima stagione) con Alessandro Quarta al violino e Giuseppe Magagnino al pianoforte. Di Massimo Sideri. Geni Invisibili è una serie del Corriere della Sera. Premium partner: Leonardo. Partner scientifico: Consiglio Nazionale delle Ricerche.Produttore esecutivo: Alessio Albano.

La particella di Dio - S4E7
25/5/2025 | 21min
Perché il Bosone di Higgs, una delle più importanti scoperte degli ultimi decenni, è stata definita la particella "maledetta" dagli scienziati ed è passata alla storia invece come la Particella di Dio? E quali sono le relazioni con la scienza italiana, a partire dai due premi Nobel per la Fisica Enrico Fermi e Carlo Rubbia? Ecco il racconto straordinario di chi a quella scoperta ha partecipato, il fisico Guido Tonelli che in parallelo a Fabiola Gianotti ha guidato uno dei due esperimenti principali che al Cern hanno permesso di dimostrare ciò che negli anni Sessanta era stato intuito, passeggiando per le colline scozzesi, dal fisico Peter Higgs e che ha poi portato al Premio Nobel. La Particella di Dio - definizione che a Higgs, ateo, scomparso nel 2024, non era mai piaciuta - è stata chiamata così perché spiega l'esistenza stessa della materia. Ma perché allora è anche maledetta? Per scoprirlo non vi resta che ascoltare l'episodio. Di Massimo Sideri. Geni Invisibili è una serie del Corriere della Sera. Premium partner: Leonardo. Partner scientifico: Consiglio Nazionale delle Ricerche.Produttore esecutivo: Alessio Albano.

L’invenzione del gelato - S4E6
18/5/2025 | 19min
Ne Il Milione Marco Polo nel suo viaggio di ritorno a Venezia mentre attraversa la Persia riceve un dono straordinario: un gelato in mezzo al caldo del deserto. L’aneddoto raccontato dall’architetto di fama internazionale Mario Cucinella sembra tratto dalle Mille e una notte. Eppure Polo racconta proprio di aver ricevuto un gelato nel deserto. Al caldo. La storia dell’invenzione del gelato, anche se in questo caso è probabile che si tratti di una sorta di granita o grattachecca come si chiama a Roma, parte dunque da lontano e coinvolge il nostro viaggiatore più famoso insieme a Cristoforo Colombo. E ci permette di capire una cosa che diamo spesso per scontata: qual è il ruolo dell’architettura nel definire le innovazioni e anche le soluzioni a cui possiamo accedere? L’architettura non è solo forma, design, estetica: è la struttura stessa con cui ci poniamo delle domande e definiamo quali sono le possibili risposte. L’invenzione del gelato qui è una suggestione, uno stimolo a un pensiero divergente ma anche una metafora dell’architettura. Il nostro genio invisibile in questo caso è un bellunese di New York. Un uomo, Marchiony, che già alla fine dell’Ottocento aveva in animo di brevettare una delle invenzioni più amate da tutti noi fin da quando siamo bambini: il cono gelato. Così il cono gelato, proseguito a Napoli con l’invenzione del “cornetto” diventa una formula magica, quella della città che come racconta Carlo Ratti, direttore della Biennale di Venezia 2025 e professore dell’Mit, plasma anche la nostra capacità di inventare e creare. Di Massimo Sideri. Geni Invisibili è una serie del Corriere della Sera. Premium partner: Leonardo. Partner scientifico: Consiglio Nazionale delle Ricerche.Produttore esecutivo: Alessio Albano.

L’invenzione della cambiale - S4E5
11/5/2025 | 21min
Lo sapevate che dobbiamo risalire al mitico ma realmente esistito Creso a cui ancora oggi facciamo riferimento come a un sinonimo di ricchezza? Di questa «tecnologia», la moneta, si sa proprio tutto: l’etimologia, dal latino monere, ammonire con le famose oche del Campidoglio, e anche chi ne fu il primo «governatore» ante litteram e come si diffuse. La prima moneta si può anche ammirare recandosi al British Museum di Londra. È in oro, coniata dal re di Lidia, Creso, intorno al 560 avanti Cristo. Sulla faccia principale vi è rappresentato un tipico leone, simbolo di potenza e di impero. Da allora intorno alla moneta è sorta quella che oggi chiamiamo finanza. Ed è qui che, come sentiremo con Ferruccio de Bortoli e Umberto Ambrosoli, noi italiani possiamo dire di avere inventato tutto: il credito, con le repubbliche marinare, il concetto di banco (oggi banca), il monte di Pietà, ma in particolare anche uno degli strumenti più innovativi della storia: la cambiale. Inventata nel 1200 a Genova. Come sentiremo dall’analisi di Ferruccio de Bortoli, giornalista, editorialista e presidente della Fondazione Corriere della Sera, questo lunghissimo viaggio si è ora intrecciato ancora di più saldamente con la trasformazione tecnologica. E il risultato, come sempre, è in chiaroscuro. Meno vincoli, certo, ma anche meno controllo. L’annoso trade off della società liquida messo in luce dal sociologo Bauman.Di Massimo Sideri.Geni Invisibili è una serie del Corriere della Sera. Premium partner: Leonardo. Partner scientifico: Consiglio Nazionale delle Ricerche.Producer: Alessio Albano.



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