85 episódios
Lo YouTuber da 4 MILIONI di Iscritti Diventato Imprenditore MILIONARIO💡 Alessandro Tenace dei TheShow
28/07/2026 | 35minNel 2013 due amici caricano video su YouTube dove rubano la spesa e scoreggiano in biblioteca. Grazie a questi scherzi, oggi fatturano €1.3 milioni e hanno 4+ milioni di followers
Alessandro Tenace è figlio di un impiegato e una casalinga. È un bambino timido finché a scuola incontra Alessio Stigliano.
Studiano insieme e già da piccoli condividono la passione per la recitazione, facendo uno show davanti ai compagni.
L’amicizia si rafforza e nei weekend iniziano a girare degli sketch comici con delle telecamere nascoste. Alessandro inizia così ad affrontare la sua timidezza.
Dopo il liceo, Ale si iscrive al Politecnico di Milano mentre lavora come venditore di stampanti in un centro commerciale per pagarsi gli studi.
Alla fine della sua prima relazione, Alessandro scopre su YouTube i canali di schezi americani, come Vitaly e Whatever. Ispirato anche dal successo degli scherzi telefonici di Frank Matano, nell'ottobre 2013 Ale fonda con Alessio il canale "The Show”.
Pubblicano una volta a settimana video di scherzi ed esperimenti sociali. I primi contenuti ottengono migliaia di visualizzazioni e a dicembre 2013 il canale raggiunge i 10.000 iscritti.
Nel 2014 arrivano i primi accordi commerciali e i due Ale capiscono che quel passatempo sarà il loro lavoro. Firmano con un’agenzia e producono candid per Rai e Mediaset. Uno scandalo sul web però li distrugge: durante un video dove spaventano passanti, vengono additati come una gang e il chaos mediatico fa saltare i contratti, anche con le Iene.
I TheShow però non si abbattono e i loro video ricevono milioni di visualizzazioni. Così nel 2015 TheShow raggiunge 1 milione di iscritti, con un fatturato di circa €70.000 euro e quasi 30 milioni di visualizzazioni mensili nel 2015-2016. L’anno dopo i due Ale vincono anche Pechino Express.
Nel 2019 fondano ufficialmente la società e il fatturato supera i €120’000. Dopo uno scambio quote e un contenzioso con l’agenzia, i TheShow tornano riprendono il 100% del canale.
La svolta arriva nel 2021: lanciano TheShow+, una sezione con contenuti dedicati agli abbonati. Nel 2022 il fatturato passa i €531’000.
Tra il 2020 e 2023 altri scandali colpiscono i TheShow: la prima mentre Ale lancia dei petardi fuori da una pizzeria, la seconda nel 2023 mentre chiede il biglietti ai passeggeri di Trenord. Ale viene aggredito e riceve delle querele a cui però decide di non rispondere.
Questi momenti non hanno fermato i TheShow che oggi, trainati dai 20’000 abbonati di TheShow+, fatturano più di €1.3 milioni grazie ai loro scherzi. Sono da poco presenti anche su Amazon Prime Video, dove potete trovare anche i video di Chapeau!+
Ale ci ha raggiunto per raccontarci l’inizio, le denunce e il futuro dei TheShow:
(00:00) Chi sono i TheShow
(01:00) Il primo incontro di Alessandro e Alessio
(02:17) Apre TheShow su YouTube mentre lavora come commesso
(05:15) Come è venuta l’idea di aprire il canale
(07:25) Il primo video su YouTube (periodo 0-1)
(09:14) Trova un’agenzia e chiude il primo contratto
(13:01) Rai e Mediaset li portano in TV
(14:20) Lo scandalo delle Maschere Bianche e i problemi con Le Iene
(15:37) I momenti migliori a Pechino Express
(17:08) Arrivano a 1 milione di iscritti ma inizia lo scontro con l’agenzia
(20:13) Querele e Denunce: i problemi legali di TheShow
(23:33) Sopravvivere durante il Covid senza poter girare
(26:07) Lanciano TheShow+ e arrivano a €600’000 (periodo 1-100)
(28:53) I numeri di TheShow oggi
(30:37) L’offerta difficile da rifiutare di una piattaforma di streaming
(32:49) ConsigliLa Più Grande Azienda al Mondo di Amarene è ITALIANA e Fa €145 MILIONI 🍒 La Storia di Fabbri
22/07/2026 | 25minProva TOT con il codice chapeaux3 e semplifica la fatturazione elettronica GRATIS: https://go.tot.money/4vkBs6w
Nel 1914 un artigiano emiliano inizia a vendere ai bar le amarene preparate dalla moglie, 100 anni dopo la sua azienda è alla quinta generazione e fattura €145 milioni.
Agli inizi del ‘900, Gennaro Fabbri acquista una drogheria a Portomaggiore (Ferrara) con un piccolo prestito di 3.000 lire dal fratello, dopo anni passati come agricoltore e impagliatore.
Mescola liquori nel retrobottega della "Premiata Distilleria Fabbri" e inizia la vendita delle sue prime etichette, come il Primo Maggio e l’Amaro Carducci. Gli affari vanno bene e nel 1914 acquista un terreno a Bologna per aumentare la produzione.
Lo stesso anno inizia a vendere nei bar damigiane di amarene conservate nello zucchero, ricetta della moglie Rachele, usate per le granite. Queste vanno a ruba e Gennaro punta sul suo marchio: realizza il celebre vaso in ceramica di Faenza e crea sciroppi (inizialmente per bibite gasate) e altri liquori.
Durante la Seconda Guerra Mondiale lo stabilimento viene requisito e iniziano anni difficili per i Fabbri. Negli anni ‘50 entrano in azienda Aldo e Romeo, i figli di Gennaro, che vendono amarene in tutta Italia girando con automobili di lusso per convincere i commercianti.
Romeo ha un’intuizione geniale: lancia i “cremolati”, dei semilavorati per gelato che ne rendono molto facile la preparazione. Tantissimi bar in tutta italia quindi creano la propria gelateria e Romeo gira la Penisola con un laboratorio itinerante per insegnarne la ricetta.
Negli anni '60-'70 l'azienda lancia altre paste per gelateria, frutta e il whisky Black Jack importato dalla Scozia. Arrivano però grandi marchi internazionali con investimenti nel marketing molto più elevati, che portano Fabbri ad abbandonare gradualmente il mondo dei liquori. Una forte spinta agli affari è data dalla pubblicità televisiva, radiofonica e dal 1957 dal Carosello con il Pirata Salamone.
L’espansione estera, partita nel dopoguerra in Australia, Germania e Francia, si rafforza dagli anni 2000 quando Nicola entra in Fabbri. Oltre a una crescita sostenuta in Europa, c'è anche una spinta nei paesi asiatici come Cina e Singapore e in America. Inoltre, Fabbri crea uno stabilimento in Argentina dopo il default per servire le Americhe.
Oltre le guerre mondiali e l’arrivo delle multinazionali, Fabbri sopravvive agli anni difficili del Covid dove vede dimezzarsi il suo fatturato.
Oggi Fabbri è presente in più di 100 paesi con 10 sedi dirette, ha superato i €145 milioni di fatturato e offre più di 1200 prodotti. è leader di mercato negli sciroppi e, soprattutto, nelle amarene (>70%). Grazie ai patti familiari stipulati nel 2019, si avvicina oggi all’azienda la quinta generazione della famiglia.
Abbiamo raggiunto Nicola a Bologna per scoprire tutta la storia delle amarene più famose al mondo:
(00:00) Fabbri: le amarene più famose al mondo
(01:00) Gennaro investe 3000 lire per aprire una drogheria
(02:26) Inventa l’amarena Fabbri e l’iconico vaso in ceramica (periodo 0-1)
(04:36) La causa con Coca-Cola e le difficoltà della guerra
(06:27) I figli di Gennaro portano Fabbri in tutta Italia con due “supercar”
(07:27) Fabbri arriva a €50 milioni grazie al gelato (periodo 1-100)
(09:32) Il Carosello e le pubblicità con più successo
(12:23) La minaccia delle multinazionali straniere in Italia
(13:33) L’esodo degli Italiani porta Fabbri nel mondo
(14:34) La conquista della Cina e l’acquisto mancato
(17:03) Sopravvive al default dell’Argentina e sbarca in America (... e da McDonald’s)
(19:07) Perde metà del fatturato in un giorno
(20:08) Offerte di acquisizione e fatturato oggi
(21:39) Crescere in Fabbri e giornata tipo da CEO
(23:37) I patti di famiglia per la successione
(24:56) ConsigliLa Famiglia Italiana che Fa €150 MILIONI con Schiuma da Barba e Dentifricio 💈La Storia di Proraso
14/07/2026 | 22minRisparmia tempo in riunione e lascia Plaud prendere appunti al posto tuo. Clicca qui 👇🏼
Note Pro Plaud: https://bit.ly/3RvsENg
Note Pro Amazon: https://bit.ly/44sdawA
Inserisci il codice MARCHIO10 per il 10% di sconto!
Nel 1948 un giovane fiorentino porta la schiuma da barba in Italia. 80 anni dopo il suo laboratorio fattura €150 milioni e controlla alcuni dei brand preferiti dagli Italiani, come Marvis e Proraso.Ludovico Martelli nasce alla fine dell’800 a Firenze. Nel 1908, apre la sua attività di rivendita profumi, come la colonia Jean Marie Farina importata dalla Germania. Il figlio Piero eredita l’azienda e inizia a creare marchi propri con un piccolo laboratorio di formule. Nel 1948 lancia il brand Proraso per commercializzare una crema pre/dopobarba, rivoluzionaria per l'epoca, venduta principalmente ai barbieri. Negli anni '60 l'azienda fattura circa 2 miliardi di lire.Nel 1968-69 entra Ludovico (figlio di Piero), che dà un forte impulso al brand grazie al lancio della schiuma da barba rapida, arrivata dagli USA. Il fatturato cresce del 10-20% annuo fino a raggiungere 8-9 miliardi nel 1993.Negli anni '90 entra in azienda Giovanni Galeotti, oggi CEO. Nato a Catania, laureato in Economia e Commercio a Bologna. Prima di Martelli lavora nel marketing, arrivando a essere direttore marketing di Schwarzkopf a Firenze, dove conosce il dottor Martelli (che produceva per Schwarzkopf) proponendogli di acquistare Proraso. Ludovico Martelli rifiuta, ma nasce un ottimo rapporto fra i due.Quando Schwarzkopf chiude gli uffici italiani, Galeotti propone a Martelli di prendere in distribuzione i marchi liberati (Testa Nera, Kaloderma, Batiste, Erba Viva). Ludovico accetta, compra questi brand e prende Giovanni in azienda.Proraso di proprietà e gli altri marchi in distribuzione: il fatturato nel 1994 passa da 4 a 14 milioni. L’anno successivo però arriva una profonda crisi: il marco tedesco raddoppia (da 350 a 700 lire) e causa un aumento folle nei cosi, dato che molti prodotti erano importati dalla Germania. Tutta l’azienda vive 6 mesi di cassa ma, l’anno dopo,il business torna in utile.Sempre nel 1996 Schwarzkopf riprende Testa Nera e mette in vendita Kaloderma, Battiste ed Erba Viva. Nello stesso periodo, Martelli acquisisce Marvis, storico brand di dentifricio ormai sparito (fatturato ~500.000 euro, venduto nei discount) per €4-5 milioni e Schultz (shampoo alla camomilla). Giovanni punta su Marvis, torna al packaging e alle formule originarie, e il brand esplode. Sono celebri le pubblicità del Barbiere a Domicilio degli anni ‘90 e la diffusione in Asia grazie a un’attrice Koreana. Nel 2010 il fatturato di gruppo è €38 milioni e nel 2012 Giovanni diventa CEO del Gruppo.Nel 2019, quando il fatturato è di circa 58 milioni, entra al 28% del capitale il fondo cinese Nuo Capital (guidato da Italiani) per sostenere l'espansione internazionale, lasciando ancora la maggioranza alla famiglia Martelli/Galeotti.Nel 2025 la Ludovico Martelli fattura €137 milioni, con un budget 2026 di €151 milioni. Marvis pesa circa il 60% del fatturato, Proraso il 20%. È presente in circa 70 paesi: Italia (45%), Cina e USA sono i principali. Proraso ha il 28% di quota di mercato in Italia nel segmento rasatura.Giovanni ci ha raggiunto a Milano per raccontarci tutta la storia di Marvis e Proraso:
(00:00) Proraso: la prima schiuma da barba italiana
(01:09) 1948: Piero Martelli porta la schiuma da barba in Italia (periodo 0-1)
(02:27) La storia di Giovanni Galeotti, CEO di Proraso
(04:55) Compra Testanera e Schultz
(06:56) La crisi di Proraso
(08:00) Compra il dentifricio Marvis e lo porta da 0 a €70 milioni
(10:00) Porta Proraso da €6 a €30 milioni grazie agli hipster (periodo 1-100)
(13:53) Il fondo straniero e i numeri di Proraso e Marvis oggi
(16:26) Come battere colossi da miliardi di €
(18:17) Giornata tipo
(19:51) Errori e ConsigliDallo SFRATTO alla Catena di Palestre Più Grande d’Italia 💪🏼 Eduardo Montefusco, CEO di FitActive
07/07/2026 | 30minProva 8Sleep con uno sconto ESCLUSIVO di €350: http://eightsleep.com/chapeau. Siamo molto gasati di collaborare con loro e abbiamo anche intervistato il loro CTO
Nel 2007, un programmatore napoletano eredita una palestra sotto sfratto e €400 mila di debiti. 20 anni dopo ha la catena di palestre più grande in Italia.
Eduardo nasce a Napoli nel 1982. Cresce a Milano dove da piccolo scopre l’informatica grazie al pc del padre e se ne innamora subito.
Impara a programmare da autodidatta e a 18 anni inizia a lavorare in p.IVA per per una società di intermediazione bancaria, oggi Nexi.
Si iscrive a Informatica in Bicocca ma abbandona presto l'università, dando priorità al lavoro da sviluppatore software per piccole attività locali.
Un giorno, all’iscrizione in palestra, il titolare gli chiede un software gestionale. Nasce così una collaborazione che diventa una proposta di entrare in società.
Eddy accetta e investe €30 mila. Di giorno lavora come sviluppatore mentre la sera come venditore porta a porta di prevendite per la palestra Evolution a Seveso, in apertura nel 2007.
I primi anni sono durissimi: taglio della corrente per bollette non pagate e sfratto esecutivo.
Nel gennaio 2009, a 26 anni, diventa amministratore della palestra ereditando €417 mila di debiti.
Per rilanciare l’attività, introduce nuove dinamiche commerciali (recall clienti per rinnovi e assenze) che portano la crescita al +30% nel 2009, con un fatturato di €700 mila, e a ripagare i debiti nel 2010.
Nel 2014 arriva a gestire 3 palestre e, l’anno successivo, apre 4 palestre insieme lanciando ufficialmente il brand FitActive.
Nel 2016 però vive una crisi profonda con alcuni soci, risolta acquistando le loro quote. Diventa così unico proprietario e lancia il modello franchise/partnership per finanziare la crescita.
Eddy inoltre introduce in Italia il modello fitness low-cost 24h, assente fino a quel momento, ispirandosi alle palestre in Germania. Grazie a questo format, le aperture crescono in modo esponenziale: da poche sedi fino a 20-27 aperture all’anno nell’ultimo periodo.
Anche durante il Covid continuano le aperture di nuove palestre e, nonostante la crisi vissuta dal settore, chiude definitivamente solo una sede. Eddy raddoppia comprando anche una catena di palestre in Spagna (KeasyFit) e aprendo fuori dall’Italia.
Oggi FitActive conta quasi 200 palestre in 7 paesi (Italia, Svizzera, Romania, Albania, Macedonia del Nord, Brasile, Spagna), con più di 450 mila iscritti. Il fatturato è di circa 150 milioni di euro con un EBITDA del 20%, tra i più alti del settore.
Eddy ci ha raggiunto a Milano per raccontarci tutta la sua storia
(00:00) Chi è Eduardo Montefusco
(01:00) A 18 anni inizia a lavorare come programmatore indipendente
(02:04) Le prime esperienze da venditore porta a porta
(03:09) Diventa socio di una palestra per €30 mila
(04:59) Vende 300 abbonamenti per una palestra che ancora non esiste
(06:38) I primi grossi problemi della palestra (bollette non pagate)
(08:34) Rilancia l’attività per ripagare €417 mila di debiti
(10:31) Falliscono tutte le nuove attività (ristorante, fisioterapia, …)
(12:11) Come apre 6 nuove palestre in 2 anni
(13:25) Liquida i soci per risolvere i problemi legali
(15:45) Fonda FitActive e apre la prima palestra in Franchise
(18:21) Apre 50+ palestre in tutta Italia (periodo 1-100)
(20:16) Il periodo più difficile: fatturato a €0 e sfratto
(23:00) Uscire dall’Italia e i problemi dell’estero
(24:44) Offerte di acquisizione e numeri di FitActive oggi
(27:47) Le tecniche di vendita delle Low Cost
(28:58) Consigli- Il figlio di 2 operai ha portato Gucci da €3 a €10 miliardi di fatturato e l’ha fatto diventare il marchio italiano più famoso al mondo
Risparmia ore di lavoro e automatizza i processi della tua azienda con Keplero: https://0eernno1ar0.typeform.com/to/nsl6AXti
Marco Bizzarri nasce a Reggio Emilia nel 1962. Studia ragioneria ed economia a Modena e nel 1983 inizia a lavorare in Arthur Andersen, all’epoca una delle 7 società di consulenza più grandi al mondo.
Nel 1993 riceve un’offerta dal CEO di Mandarina Duck, suo cliente del tempo. Decide così di lasciare Andersen ed entrare in Mandarina, che all’epoca fattura circa 50 miliardi di lire. Qui fa la prima esperienza internazionale e segue acquisizioni all’estero.
Ha una parentesi in Lamarthe, acquisita da Mandarina, che porta da €2 a 15 milioni di fatturato in 3 anni, lanciando nuovi modelli con campagne marketing geniali.
Nel 2000 diventa CEO di Mandarina fino al 2004, quando si licenzia in cerca di una nuova esperienza. Non trova però opportunità e finisce per lavorare per alcuni anni come importatore di orologi in Australia e Direttore di Girbaud a Parigi.
Nel 2005 arriva l’occasione che gli cambia la vita. Entra in Stella McCartney, brand nato nel 2001 in Gucci Group, che fatturava circa £10 milioni ma perdeva altrettanto. Gestire Stella è complicato ma lavorando su posizionamento e collaborazioni, come quella con H&M, in 3 anni porta il brand a €60 milioni.
Nel 2008 lascia Stella McCartney e diventa CEO di Bottega Veneta, che allora fatturava circa €400 milioni. Dopo pochi mesi però arriva la crisi e il fatturato cala del 10%. Marco reagisce attivando i clienti dormienti e spingendo servizi di riparazione, colori e la Cina.
Così nel 2012, quando Bottega fattura più di €1 miliardo, è chiamato da François-Henri Pinault a coprire un nuovo ruolo: controllare tutti i brand di Kering tranne Gucci. Dato il successo di questo riposizionamento di Gruppo, gli è affidato un altro compito: CEO di Gucci.
Gucci al tempo era in stallo e Marco prende una decisione radicale. Sceglie Alessandro Michele come direttore creativo, un nome interno e quasi sconosciuto, che punta su uno stile radicalmente diverso dal passato.
Dopo le critiche iniziali, lo stile di Michele conquista il mondo e Gucci passa da €3 a 10 miliardi di fatturato in pochi anni.
Nel 2024, all’inizio della crisi del lusso, Marco lascia una Gucci in crisi che vedrà quasi dimezzarsi il fatturato in 2 anni. In seguito, entra nei board di alcune aziende incredibili come Armani, Illy e Golden Goose.
(00:00) Chi è Marco Bizzarri
(01:05) Infanzia e studi
(02:39) Inizia la carriera in consulenza e
(04:30) Entra in Mandarina Duck e salva un’azienda che perde €7 milioni
(06:40) Viene licenziato e si trasferisce in Australia
(08:44) Entra in Kering come CEO di Stella McCartney
(10:23) Porta Stella da €10 a 60 milioni in 3 anni
(12:36) Salva Bottega Veneta dalla crisi e la porta a da €400 milioni €1 miliardo
(15:41) Diventa Direttore della Divisione Lusso di Kering
(19:15) Diventa CEO di Gucci e nomina Alessandro Michele Direttore Creativo
(21:54) Il primo anno da CEO: butta le vecchie collezioni pronte e rivoluziona lo stile
(25:03) Porta Gucci da €3 €10.7 miliardi in 5 anni
(27:22) Gucci diventa il marchio italiano più famoso al mondo
(28:38) La peggiore crisi nella storia di Gucci
(30:45) Marco lascia Gucci ed entra in Armani e Golden Goose
(32:37) I personaggi più incredibili che ha conosciuto
(33:17) La crisi del lusso
(35:23) Il momento più difficile
(37:31) Consigli
Mais podcasts de Negócios
Podcasts em tendência em Negócios
Sobre Chapeau
Parliamo con gli imprenditori e i CEO più importanti d'Italia.
Raccontiamo le loro storie per scoprire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono, i loro errori e i consigli PRATICI.
Site de podcastOuça Chapeau, Market Makers e muitos outros podcasts de todo o mundo com o aplicativo o radio.net

Obtenha o aplicativo gratuito radio.net
- Guardar rádios e podcasts favoritos
- Transmissão via Wi-Fi ou Bluetooth
- Carplay & Android Audo compatìvel
- E ainda mais funções
Obtenha o aplicativo gratuito radio.net
- Guardar rádios e podcasts favoritos
- Transmissão via Wi-Fi ou Bluetooth
- Carplay & Android Audo compatìvel
- E ainda mais funções


Chapeau
Leia o código,
baixe o aplicativo,
ouça.
baixe o aplicativo,
ouça.















![Podcast [KBS] 경제쇼](https://br.radio.net/podcast-images/175/kbs-seoyeongminyi-gyeongjesyo2.jpeg?version=71e550da328fa132a369b47de4d16ba49d7148a6)

















